martedì 7 febbraio 2012

SCHEDA DI LETTURA: LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE DI RAFFAELLO


SCHEDA DI LETTURA DI UN'OPERA D'ARTE

RAFFAELLO:LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE








1. Scheda informativa dell’opera

Autore: Raffaello Sanzio (Urbino1483- Roma 1520)
Titolo: Lo sposalizio della vergine
Datazione: 1504
Dimensioni: 170 x117 cm
Collocazione (provenienza e sede attuale): Pinacoteca di Brera, Milano
Tecnica e materiali: Pittura ad olio su tavola lignea
Genere: Arte sacra






2. Lettura descrittiva (denotativa)

Si tratta di un’opera figurativa ove due gruppi di figure, disposti simmetricamente, affiancano un personaggio centrale, raffigurato mentre unisce le mani di una coppia.Le figure sono disposte in primo piano e l’ambiente è un ampio spazio dominato nello sfondo da un edificio sormontato da una cupola. Ai lati dell’elemento architettonico si scorge il paesaggio di colline digradanti ai lati; la rappresentazione è unitaria ed equilibrata.

3. Lettura interpretativa (connotativa)Si tratta del matrimonio tra Maria e Giuseppe. L’anziano è il sacerdote che li sta unendo in matrimonio; le giovani sono compagne della sposa, mentre i giovani sono compagni dello sposo. Tutti i personaggi sono caratterizzati dall'eleganza degli abiti e dall'armonia delle posizioni.Tutti gli uomini hanno in mano un bastone ma solo quello di Giuseppe è fiorito e sta ad indicare che lui è stato prescelto per divenire il padre terreno di Cristo.Il giovane in primo piano spezza il bastone con il ginocchio lasciando trapelare così la sua delusione.L’opera presenta una doppia funzione comunicativa: informa su un episodio della storia sacra cristiana e comunica bellezza, armonia, equilibrio e perfezione, i concetti più alti del Rinascimento.

4. La struttura espressiva: aspetti formali e stilistici
Lo spazio è il protagonista: la disposizione delle figure, posizione e gesti,  luci e ombre concorrono ad una visione spaziale unitaria.Le figure sono disposte ad emiciclo e sono costruite da colori corposi e sfumature calde che ne evidenziano la plasticità; lo spazio che le contiene è rigidamente costruito da linee prospettiche che convergono verso il portale dell’edificio a pianta centrale sul quale è posta la firma dell’artista e la data di esecuzione. Le linee prospettiche sono messe in evidenza dalla pavimentazione a grandi riquadri che scandisce, assieme alle figure poste in lontananza isolate o in piccoli gruppi, la profondità spaziale. Il tempio di Raffaello diventa il perno di uno spazio circolare, alle cui leggi si sottomette tutto ciò che c'è intorno, la piazza, il paesaggio e le figure; il tempio, con la perfezione della propria forma quasi circolare, ordina la distribuzione delle figure lungo direttrici curvilinee.

5. I riferimentiRaffaello desume l’impianto compositivo della tavola dall’affresco con la Consegna delle chiavi a san Pietro, dipinto dal Perugino nella cappella Sistina e riproposto in una pala raffigurante anch'essa lo sposalizio della Vergine nel 1501-1504, ora a Caen, in Francia.Tale impianto si articola in un gruppo di figure in primo piano con alle spalle, nello sfondo, un grande edificio a pianta centrale, simbolo del Tempio di Gerusalemme ed un pavimento a riquadri prospettici che amplifica la scena secondo l’ideale di razionalità geometrica proprio del Rinascimento italiano.Si tratta di una delle opere più celebri dell'artista, che chiude il periodo giovanile e segna l'inizio della fase della maturità artistica.Confrontando l’opera dell’allievo con quella del maestro però si notano delle differenze sostanziali: le due tavole sono speculari, il Perugino colloca gli uomini a sinistra, mentre Raffaello li colloca a destra; mentre il Perugino realizza il suo tempio su una pianta ottagonale, Raffaello predilige una soluzione diversa, dipinge un tempio con sedici lati, più vicino alla forma circolare e quindi più armonico, circondato da una peristasi di archi e colonne che conferisce maggior ariosità all’edificio.Inoltre la scalinata su cui poggia il tempio di Raffaello è più alta e ciò contribuisce a dare maggior slancio alla costruzione.È probabile che Raffaello si fosse ispirato al Tempietto di San Pietro in Montorio del Bramante, di cui il pittore Urbinate aveva probabilmente visto i progetti.In entrambi i dipinti la prospettiva è realizzata creando una pavimentazione a scacchiera, meno decisa nel dipinto del Perugino, più marcata in quello di Raffaello. Inoltre in quest’ ultimo le linee prospettiche coincidono con gli spigoli della scalinata e dunque, sebbene parallele, sembrano snodarsi a raggiera, creando una sensazione di circolarità, in tema con la scelta del tempio a sedici lati.Questo aiuta anche a far sì che lo spazio della rappresentazione risulti il meno possibile diviso da una netta cesura orizzontale, come nella pala del Perugino.Un’ultima differenza fra le due opere la collocazione del punto di vista, posto all’altezza degli occhi dei personaggi nel dipinto del Perugino, leggermente spostato più in alto in quello di Raffaello: soluzione quest’ultima più moderna e efficace.Nel dipinto di Raffaello appare evidente l’eredità della concezione urbinate e pierfrancescana della bellezza come astratto ordine di rappresentazione geometrica.

6. Interpretazione personale sugli effetti che l'opera così analizzata suscita nello spettatore.




5 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissima descrizione per chi ama la storia dell'arte

Anonimo ha detto...

La lettura dell opera e' abbastanza soddisfancente e comprensibile.:-)

Antro Rpg delle memas ha detto...

NICE MEME

Anonimo ha detto...

dovresti anche mettere la comprensione di ciò che l' artista voleva dire e scrivere le sensazioni che suscita in te

Beatrice Ippona ha detto...

Veramente complimenti, ho letto molti libri e blog riguardanti opere d'arte ma non avevo mai trovato una descrizione simile. Attraverso queste parole sono riuscita a godermi questo spettacolare quadro, grazie.